L’Ayurveda per me è CASA
Ci sono luoghi nei quali entriamo e ci sentiamo immediatamente a casa. Non perché siano necessariamente i luoghi in cui siamo nati o cresciuti, ma perché qualcosa ci appartiene, ci riconosce.
Per me, l’Ayurveda è uno di questi luoghi.
L’Ayurveda è entrato nella mia vita come una disciplina da conoscere e studiare, ma con il tempo ho compreso che molte delle cose che mi insegnava erano, in qualche modo, già dentro di me.
Quando ero bambina vivevo a San Paolo, una città immensa, fatta di cemento, rumore, movimento e milioni di persone. Ma avevo una grande fortuna: poter lasciare ogni tanto la città per andare nella fazenda di mia zia Maria.
Lì il mondo cambiava.
C’erano la terra, gli alberi, gli animali, gli odori della campagna e i ritmi della natura. C'era soprattutto la cucina di mia zia, con la sua cucina a legna, dove nascevano ricette vere, semplici, preparate con ingredienti autentici e con quel sapere che non si trova scritto nei libri, ma che passa attraverso le mani, i gesti e la quotidianità.
Credo che una parte importante di ciò che sono oggi sia nata proprio lì.
Ho imparato ad amare la natura, a osservare gli animali, a stare tra gli alberi, a riconoscere il valore delle cose semplici. Ho imparato che preparare il cibo può essere un gesto di cura e che esiste un ritmo naturale delle cose che non ha bisogno di essere accelerato.
Quell’esperienza ha profondamente plasmato il mio ESSERE.
Poi ho incontrato l’Ayurveda
E qualcosa mi è sembrato incredibilmente familiare.
Nei suoi antichi insegnamenti ho ritrovato quella stessa autenticità: la natura, il cibo, le piante, il corpo, il ritmo delle stagioni, il riposo, il movimento, il silenzio, la cura quotidiana.
Ho ritrovato l’idea che il benessere non sia qualcosa da cercare soltanto quando stiamo male, ma qualcosa che costruiamo ogni giorno attraverso il modo in cui viviamo.
Per questo l’Ayurveda, per me, non è soltanto un trattamento, un massaggio o una serie di regole da seguire.
È nel modo in cui arredo la mia casa, nei materiali e nei colori che scelgo.
È nella musica che ascolto.
È nel cibo che preparo e negli ingredienti che porto sulla mia tavola.
È nelle erbe che coltivo e utilizzo.
È nel modo in cui mi prendo cura del mio corpo.
È nell’ora in cui scelgo di andare a dormire e nel modo in cui comincio una nuova giornata.
È nel cercare di osservare la natura invece di combatterne continuamente i ritmi.
Una conoscenza antica, una sensazione familiare
L’Ayurveda affonda le proprie radici nella tradizione millenaria dell’India e porta con sé una visione della persona nella quale corpo, mente, ambiente e natura sono profondamente collegati.
Ed è forse proprio questo che mi ha conquistata.
Studiandolo non ho avuto la sensazione di incontrare qualcosa di completamente estraneo. Al contrario, ho avuto spesso la sensazione di ritrovare qualcosa.
Come tornare dopo tanto tempo in un luogo e riconoscerne l’odore.
Come entrare in una cucina e ricordare il fuoco acceso.
Come sedersi sotto un albero e sapere, senza bisogno di spiegazioni, che quello è il posto giusto.
Forse è per questo che amo così profondamente l’Ayurveda.
Perché mi riporta alla semplicità.
Alla terra.
Alla cura.
Ai ritmi naturali.
A quella bambina che lasciava il cemento di San Paolo per correre nella fazenda di zia Maria.
L’Ayurveda, per me, non è qualcosa che pratico.
È qualcosa che vivo.
E quando lo vivo, provo una sensazione molto semplice:
sono a CASA.